Morbo di Scheuermann: classificazione, sintomi, diagnosi e percorso di cura

Morbo di Scheuermann: togliere la "gobba" dal giovane adolescente ha un impatto enorme da gestire e integrare nel percorso di cure.

Contenuti dell'Articolo

In questo approfondimento parleremo del Morbo di Scheuermann, una deformità della colonna caratterizzata da alterazioni strutturali della parte anteriore (corpo) delle vertebre.

Con l’avanzare dell’età, soprattutto nella terza e quarta età, la presenza di una ipecifosi non necessariamente implica un deterioramento della qualità di vita.

La pratica clinica quotidiana insegna come l’impatto psico-fisico della presenza proprio di una ipercifosi è la causa più importante del discomfort riferito dalle persone affette.

È una alterazione dello sviluppo che interessa gli adolescenti, in misura maggiore il sesso maschile: se diagnostica in tempo può essere controllata efficacemente e corretta in molti casi.

Vediamo allora in cosa consiste ilMorbo di Scheuermann, quali sono i sintomi e come può essere curato.

Il Morbo di Scheuermann

morbo di scheuermann

Il morbo di Scheuermann, chiamato anche ipercifosi osteocondrosica, è un’osteocondrosi vertebrale, un difetto nello sviluppo di alcuni corpi vertebrali.

Si manifesta nella fase di maggior crescita della colonna vertebrale dell’individuo, tra i 12 e i 15 anni: le vertebre interessate, anziché avere una forma rettangolare, diventano cuneiformi, proprio per un minor sviluppo della parte anteriore del corpo, portando alla condizione clinica nota come ipercifosi.

È una patologia a carattere evolutivo e si arresta al termine della fase di accrescimento, rappresentando una delle cause più diffuse di ipercifosi non posturale.

I sintomi

sintomi morbo di scheuermann

I sintomi principali della malattia di Scheuermann sono:

  • dolore alla schiena (dorsalgia);
  • comparsa del gibbo.

È una condizione che caratterizza l’età adolescenziale, non frequente negli adulti: un’ipercifosi si può presentare oltre l’età dello sviluppo, ma sarà esito più frequentemente di altre patologie o della stessa non trattata adeguatamente in giovane età.

Solo in rarissimi casi si possono riscontrare anche disturbi neurologici come formicolio e debolezza agli arti inferiori con difficoltà a mantenere la stazione eretta prolungata o la deambulazione autonoma, appannaggio solitamente nelle ipercifosi gravissime strutturare, che vedremo in seguito.

La diagnosi

In genere il paziente si presenta all’attenzione del medico quando il gibbo risulta essere pronunciato e si riscontra dolore a livello dorsale.

L’osteocondrite vertebrale può essere associata anche a scoliosi, ma la flessione in avanti al momento della visita specialista escluderà o meno la sua presenza.

Per confermare la diagnosi sarà necessario sottoporsi a test di imaging che dovranno evidenziare la forma anomala, cuneiforme, di almeno tre vertebre contigue per poter parlare di morbo di Scheuermann.

Quando il morbo di Scheuermann viene diagnosticato precocemente, il successo dei trattamenti conservativi è significativo: non di sovente si ricorre alla chirurgia, solo in curvature cifotiche molto pronunciate (>70°).

Tipologie e classificazioni del morbo diScheuermann

ipercifosi

Come già anticipato in precedenza, l’ipercifosi osteocondrosica giovanile ha carattere evolutivo, pertanto può avere esiti differenti a seguito di comportamenti corretti o meno del medico curante, esperto in deformità vertebrali, e del/la paziente in fase di cura.

Possiamo, quindi, distinguerne due tipologie principali:

  • ipercifosi osteocondrosica funzionale, ove il soggetto riesce autonomamente a correggere la sua deformità; ha una evoluzione “benigna”, più semplice da controllare e/o correggere;
  • ipercifosi osteocondrosica strutturata, più complessa, dato che l’autocorrezione risulta impossibile; può richiedere nei casi più significativi un intervento chirurgico correttivo.

Oltre a questa distinzione che ne indica il tipo, possiamo identificare 3 classificazioni di ipercifosi, in base all’ampiezza della curvatura, ovvero la sua gravità:

  • lieve, tra i 40° e i 50°: non richiede trattamenti attivi ma la sola osservazione clinica periodica.
  • media, tra i 50° e i 70°: il trattamento con corsetti ortopedici ottiene ottimi risultati.
  • severa, oltre i 70°: necessita di una correzione chirurgica molto spesso.

Generalmente i trattamenti conservativi sono molto efficaci per la correzione delle curvature “flessibili” (<60-70°): i casi molto gravi (oltre gli 70°), possono richiedere un intervento chirurgico per essere corretti.

Trattamenti conservativi

busto schiena morbo di scheuermann

Nei casi di ipercifosi posturale funzionale (non dovuta alla malattia di Scheuermann), le terapie educative hanno un discreto successo.

Mantenere una “postura” corretta, evitando l’uso eccessivo di Smartphone o Tablet durante la giornata può rappresentare un ottimo comportamento nel prevenire forme più gravi di “ipercifosi”.

Un recente studio Australiano ha dimostrato un significativo aumento di ipercifosi strutturale e dolore dorsale negli adolescenti negli ultimi 10 anni. Senza dubbio l’uso sempre più frequente di smartphone e tablet da parte dei nostri giovani adolescenti gioca un ruolo significativo in tale contesto.

Nelle forme di ipercifosi osteocondrosica strutturata con gravità evolutiva (> 50°) oltre alle terapie educative per la postura, si ricorre a busti e corsetti, avendo questi il compito di aiutare la crescita corretta della colonna vertebrale.

Il rinforzo della muscolatura paravertebrale è molto importante con l’obiettivo di “potenziare” un armonico ed equilibrato sviluppo durante l’accrescimento rapido della colonna.

Trattamento chirurgico del morbo di Scheuermann

Il chirurgo vertebrale moderno dovrà affrontare sempre di più ciò che la modernizzazione della nostra società contemporanea provoca: l’uso incontrollato, come precedentemente sottolineato, di smartphone e tablet, anche dall’età pediatrica, ha già incrementato in maniera significativa i casi di “ipercifosi” giovanile.

Un ulteriore aspetto, non meno importante, è la vera natura del disagio che qualsiasi deformità vertebrale provoca nei nostri adolescenti.

L’impatto psico-fisico del sentirsi diversi, deformi, “gobbi”, nel contesto sociale in cui viviamo non solo non va sottovalutato, ma rappresenta la vera motivazione (o indicazione per usare un termine più medico) di un qualsiasi gesto chirurgico curativo.

Il trattamento chirurgico della “ipercifosi giovanile strutturata” – riservato solitamente alle deformità che superano i 70° – non ha come obiettivo unico l’arresto dell’evoluzione di tale condizione, ovvero non è eseguito per evitare un futuro terribile e pieno di dolori.

La componente psicologica: il ritorno alla normalità

Correggere o “togliere” il gibbo ha un impatto enorme sul giovane adolescente, il gesto chirurgico di correzione della deformità riporta tale “creatura” ad una condizione di riacquisita normalità, cambia la sua vita (anche quella della sua famiglia che spesso è coinvolta in maniera significativa) e la percezione di sé.

Sì, il nostro obiettivo è trasformare l’immagine di sé e dare una nuova vita; non si tratta certo di una chirurgia estetica, ma bisogna tenere conto di un dato importantissimo: oltre il 60% dei casi trattati chirurgicamente per una scoliosi o cifosi (anche in età adulta) ha come vera indicazione una componente cosmetica.

Detto questo, l’intervento effettuato per la correzione dell’ipercifosi osteocondrosica strutturata prevede, come nel caso della scoliosi, l’inserimento di viti peduncolari, di barre in titanio e successiva fusione spinale.

Viene effettuato in pochissimi centri di riferimento anche con tecnica mini-invasiva, che permette un risparmio dei tessuti muscolo-tendinei circostanti e un recupero post-operatorio più veloce rispetto alla tecnica open.

Come in qualsiasi altro percorso decisionale verso una scelta chirurgica, il chirurgo assieme al suo/a paziente devono valutare pro e contro, vantaggi e svantaggi, esigenze ed obblighi nel comportamento.

Nessun trattamento chirurgico, anche se mini-invasivo, è scevro da complicazioni.

Affidarsi a centri di riferimento e chirurgi con comprovata esperienza sul trattamento di tali complesse situazioni risulta fondamentale per garantire il risultato migliore.

Condividi il contenuto

Facebook
Twitter
LinkedIn
Telegram
WhatsApp
Email
Georgios Bakaloudis

Georgios Bakaloudis

Sono il dr. Georgios Bakaloudis, sono il responsabile dell’Unità di Ortopedia e Chirurgia della Colonna 1 del gruppo Humanitas presso l’ospedale San Pio X a Milano.

Dal 2023 sono professore del master di II° livello in Chirurgia Vertebrale Spinale di Humanitas University.