Chirurgia vertebrale mini-invasiva

La chirurgia vertebrale mininvasiva, anche con paziente sveglio, ha ridefinito gli standard della moderna chirurgia spinale.

Indice

Non tutte le persone affette da una patologia vertebrale devono essere trattate chirurgicamente.

L’anamnesi e l’esame obiettivo accurato sono i momenti cruciali e fondamentali del percorso che, assieme al proprio chirurgo vertebrale, ogni paziente deve intraprendere. Questo viene fatto per arrivare a una “scelta informata” del miglior percorso terapeutico da eseguire per una specifica condizione clinica.

La chirurgia vertebrale

Solo dopo l’attenta valutazione clinica, le immagini radiologiche guidano il chirurgo al miglior trattamento (secondo le linee guide nazionali ed internazionali) da proporre ed eseguire. Il tutto tenendo anche in considerazione le condizioni generali e le aspettative di ogni singola persona affetta da problematiche invalidanti alla colonna vertebrale. 

La rivoluzione della tecnica mini-invasiva

chirurgia vertebrale robotica

Negli ultimi 10-15 anni abbiamo vissuto una trasformazione rivoluzionaria delle tecniche chirurgiche nell’ambito della patologia vertebrale.

Le viti peduncolari, le viti cervicali, le gabbie cervicali e lombari, la navigazione spinale e per ultimo la robotica spinale hanno permesso al moderno chirurgo vertebrale di eseguire gli stessi interventi “aperti”, con sempre meno impatto sul paziente.

Questo perché il nuovo approccio permette incisioni più piccole, meno danno ai tessuti vicini (muscoli, tendini ecc), tempi ridotti, con risultati se non superiori almeno paragonabili alle tecniche “tradizionali”.

Chirurgia vertebrale mini invasiva

La chirurgia spinale mini-invasiva (MIS) è un insieme di procedure altamente precise per il trattamento di varie patologie spinali.

L’ausilio delle tecnologie di ultima generazione permettono l’esecuzione di interventi chirurgici più precisi e, sopratutto, con la massima sicurezza sia a livello cervicale sia toraco-lombare. Le procedure mini-invasive sono da definizione:

gesti chirurgici che provocano il minor danno possibile collaterale con una invasività del corpo umano estremamente ridotta“.

Speciali strumenti dedicati e sistemi di vera e propria navigazione vertebrale tridimensionale permettono al chirurgo di lavorare attraverso piccole incisioni cutanee, di molto inferiori al centimetro di lunghezza.

Chirurgia mini invasiva VS tecniche tradizionali

I vantaggi di tale chirurgia rispetto alle tecniche tradizionali “aperte” sono molteplici: 

  1. tempi chirurgici ridotti;
  2. minor sanguinamento durante l’intervento (si è riscontrata una minore perdita di sangue che arriva fino all’88,70%);
  3. riduzione del dolore per il paziente nel post-operatorio;
  4. riduzione del rischio di infezioni e di complicazioni;
  5. tempi di recupero più rapidi;
  6. tempi di permanenza in ospedale ridotti fino alla metà;
  7. ridotta formazione di tessuto cicatriziale grazie alle piccole incisioni.

La chirurgia spinale mini-invasiva (MIS) si avvale di tecniche percutanee o “mini-open” che permettono di eseguire qualsiasi procedura a livello vertebrale:

  • decompressione diretta o indiretta del canale vertebrale;
  • artrodesi con sintesi mediante viti e barre percutanee;
  • correzione delle deformità senza eseguire estese incisioni e con danno collaterale minimo ai muscoli paraspinali.

Come “funziona” la tecnica mini-invasiva

L’uso di particolari tubi o cannule espandibili permettono al chirurgo di “arrivare” alla colonna senza dover “aprire” tutte le strutture adiacenti. Dopo aver praticato una piccola incisione, un retrattore tubolare viene inserito e posizionato direttamente nell’area interessata della patologia. In maniera più rapida, più sicura, più precisa.

Oggi la visualizzazione 3D e l’avvento della realtà aumentata delle strutture anatomiche consente interventi minimamente invasivi, che hanno ridefinito gli standard della moderna chirurgia spinale

L’avanguardia della tecnica chirurgica: Awake Spine Surgery

La “Awake Spine Surgery” rappresenta la nuova frontiera nel trattamento chirurgico della patologia degenerativa del rachide lombare, anche multilivello.

Ma cosa realmente significa “chirurgia vertebrale con paziente sveglio”?

L’avvento delle moderne tecniche anestesiologiche e chirurgiche hanno reso possibile la sempre maggior frequenza di interventi chirurgici spinali maggiori con pazienti in anestesia loco-regionale.

L’intervento chirurgico di per sé non cambia; si eseguono le stesse manovre con la differenza sostanziale che si evita una anestesia generale e tutte le remote ma possibili complicazioni a essa correlate. Alcune volte si associa una blanda sedazione che rende più confortevole per la persona il tempo trascorso in sala operatoria.

Risulta rivoluzionaria la possibilità di parlare durante la procedura con il proprio chirurgo e avere in tempo reale la conferma della risoluzione della sintomatologia accusata (ad esempio nel momento di asportazione di un’ernia discale il paziente riferisce l’immediato miglioramento del dolore alla gamba).

Secondo la nostra esperienza che negli ultimi 5 anni ha raggiunto oltre 500 casi trattati con questa nuova tecnica risulta discriminante il ruolo del team chirurgico, ove chirurgo operatore, anestesista, infermieri e tecnico radiologo assieme, sviluppano una “flow chart” perioperatoria che riduce in maniera significativa i tempi chirurgici complessivi (abbiamo una media di 45 minuti per una stabilizzazione di 1° livello con decompressione posteriore). 

Appare ovvio che non tutte le patologie, ovvero tutti i pazienti canditati a chirurgia spinale, possano essere trattati seguendo questo iter: la selezione nel pre-operatorio e il “Team Building” intra e post operatorio influiscono in maniera significativa sul risultato finale.

Georgios Bakaloudis

Georgios Bakaloudis

Sono il dr. Georgios Bakaloudis, sono il responsabile dell’Unità di Ortopedia e Chirurgia della Colonna 1 del gruppo Humanitas presso l’ospedale San Pio X a Milano.