Chirurgia vertebrale robotica

la chirurgia vertebrale robotica

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La chirurgia vertebrale robotica, effettuata con l’ausilio del robot spinale, sta diventando sempre più popolare tra i chirurghi e i pazienti che riconoscono come tale evoluzione tecnologica rappresenti un fondamentale progresso nel trattamento delle patologie della colonna.

L’avvento della chirurgia vertebrale robotica si può collocare nei primi anni 2000, con una evoluzione attraverso 3 generazioni successive di diversi robot, con significativi miglioramenti avvenuti negli ultimi 5 anni.

Questa tecnologia diventerà, senza dubbio, lo standard nella chirurgia vertebrale nel prossimo futuro.

È necessaria una premessa: il robot spinale non trasforma un chirurgo inesperto in un bravo chirurgo spinale, ma aiuta un esperto in chirurgia vertebrale a migliorare in maniera significativa la qualità e i risultati della sua attività.

Le procedure chirurgiche alla colonna vertebrale spesso prevedono l’utilizzo di viti e gabbie intersomatiche; l’inserimento corretto e sicuro di entrambi potrebbe risultare estremamente facilitato dalla tecnologia robotica.

Il margine di errore nel corretto posizionamento dei mezzi di sintesi nella chirurgia della colonna vertebrale è infatti minimo. Le complicazioni (neurologiche, vascolari o viscerali) possono risultare molto severe.

Il robot spinale deve garantire un grado di accuratezza e di sicurezza nell’inserimento di tali impianti paragonabile, se non superiore, alle tecniche tradizionali come quella manuale/anatomica, guidata dalla fluoroscopia ovvero TAC-assistita mediante navigazione spinale.

Negli ultimi anni la letteratura scientifica ha riportato dei risultati preliminari molto promettenti sull’applicazione clinica della chirurgia vertebrale robotica.

L’accuratezza e sicurezza appaiono equivalenti alle tecniche tradizionali, con una significativa riduzione all’esposizione radioattiva sia per il personale sanitario sia per il/la paziente.

In un futuro non molto lontano, le applicazioni cliniche del robot spinale verrano decisamente ampliate, includendo procedure chirurgiche sempre più complesse, come la:

  • decompressione/laminectomia spinale;
  • resezione di tumori;
  • interventi di chirurgia delle deformità vertebrali (scoliosi, cifosi, spondilolistesi).

Senza dubbio l’utilizzo del robot spinale potenzia i risultati della chirurgia vertebrale mini-invasiva in termini di:

  • incrementata accuratezza e sicurezza nell’impianto dei moderni mezzi di sintesi;
  • diminuzione dei tempi chirurgici e di ricovero;
  • riduzione significativa della esposizione alle radiazioni intraoperarorie sia per il personale sanitario sia per il/la paziente.

La chirurgia vertebrale robotica

chirurgia vertebrale robotica

Il robot spinale è un modernissimo strumento che aiuta il chirurgo vertebrale ad eseguire meglio la programmazione pre-operatoria di una specifica procedura chirurgica.

Esattamente come un pilota organizza un piano di volo basandosi sulle condizioni meteo, la rotta specifica, il carico di carburante e di peso, il chirurgo vertebrale pianifica il suo intervento in un ambiente virtuale basandosi su:

  • anatomia;
  • qualità dell’osso;
  • correzione della deformità.

La pianificazione è basata su una TAC pre-operatoria (eseguita a bassa dose) che, una volta completata, viene caricata sul computer del robot.

Durante l’intervento di chirurgia vertebrale robotica, il robot spinale facilità l’esecuzione del programma chirurgico identificando, come un vero navigatore virtuale, il punto preciso sulle vertebre dove inserire i mezzi di sintesi (viti e gabbie) e calcola la quantità e precisa localizzazione dell’osso da rimuovere.

Il robot è “passivo” nel senso che non esegue lui stesso l’intervento, ma è il chirurgo che compie la procedura come il pilota fa volare un aereo.

Il ruolo del robot è quello di aiutare il chirurgo ad essere più preciso, più sicuro ed efficiente.

Il candidato ideale per la chirurgia vertebrale robotica è il paziente affetto da deformità vertebrali complesse, che prevedono una pianificazione precisa e l’inserimento dei mezzi di sintesi eseguito con la massima sicurezza ed efficacia, o pazienti per i quali è indicata una revisione di impianto.

Chirurgia vertebrale robotica in Italia

Vi sono essenzialmente pochi centri in Italia che hanno incorporato tale tecnologia ad oggi, ma senza dubbio nei prossimi 5 anni diventerà lo standard nella chirurgia vertebrale sopratutto nelle correzioni delle complesse deformità come la:

La chirurgia vertebrale robotica può essere eseguita in qualsiasi centro di riferimento con comprovata esperienza di interventi in chirurgia della colonna.

Trova il suo ambiente migliore nei centri specializzati in procedure mini-invasive, e soprattutto dove vengono eseguiti interventi sulle deformità vertebrali complesse citate in precedenza.

Qualsiasi intervento che implica l’impianto di mezzi di sintesi (viti e/o gabbie intersomatiche) può essere eseguito con l’aiuto del robot, come le procedure che prevedono l’eliminazione o asportazione di osso (laminectomie o asportazione di tumori).

La durata dell’intervento con la chirurgia vertebrale robotica

La chirurgia vertebrale robotica riduce in maniera significativa i tempi chirurgici.

Come già sottolineato il robot spinale non trasforma un chirurgo inesperto ad un bravo chirurgo spinale, ma aiuta un esperto in chirurgia vertebrale a migliorare in maniera significativa la qualità e i risultati della sua attività.

I vantaggi

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I vantaggi del robot spinale sono immediati e facili da incorporare nella pratica clinica partendo dalla pianificazione dettagliata dell’intervento basato su un esame preoperatorio (TAC a bassa dose).

Questo comporta un incremento all’efficacia ed accuratezza dell’intero processo, con diminuzione dei tempi:

  • chirurgici;
  • di anestesia;
  • di ricovero.

Sommando questi fattori si evince come la chirurgia vertebrale robotica diminuirà in maniera significativa anche i costi complessivi inerenti ad un dato ricovero ospedaliero per una patologia vertebrale ove il trattamento chirurgico è l’unica soluzione da intraprendere.

I rischi potenziali di questa tecnologia rivoluzionaria sono rappresentati da problematiche nella registrazione delle immagini ottenute in pazienti affetti da:

  • obesità;
  • osteoporosi;
  • gravissime deformità vertebrali.

La registrazione delle immagini prevede solitamente un controllo fluoroscopico ovvero una TAC intraoperatoria una volta che il paziente è sotto anestesia e posizionato correttamente.

Nei soggetti affetti da grave obesità, osteoporosi avanzata e forme severe di deformità l’acquisizione di immagini può risultare difficile.

Georgios Bakaloudis

Georgios Bakaloudis

Sono il dr. Georgios Bakaloudis, sono il responsabile dell’Unità di Ortopedia e Chirurgia della Colonna 1 del gruppo Humanitas presso l’ospedale San Pio X a Milano.