Frattura delle Vertebre

frattura vertebrale

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La frattura delle vertebre non è sempre una condizione grave: rappresenta, infatti, un fenomeno comune, specialmente nei pazienti affetti da osteoporosi.

Le fratture da osteoporosi possono essere clinicamente asintomatiche, mostrando solamente una riduzione in altezza del corpo vertebrale nelle radiografie.

Diverso è il caso delle fratture traumatiche, come nel caso degli incidenti stradali, che possono avere ripercussioni anche a livello neurologico e rappresentare una vera e propria emergenza ortopedica.

La loro variabilità, dunque, suggerisce un’attenta analisi, nonché trattamenti differenti per la loro risoluzione.

La maggior parte delle fratture avvengono nel tratto dorsale e lombare della colonna vertebrale.

La frattura delle vertebre

frattura vertebre

La frattura delle vertebre può essere conseguenza dell’osteoporosi, che rende le ossa del corpo particolarmente fragili e maggiormente soggette a rottura.

In tali situazioni anche attività di basso impatto, come starnutire o tossire, o semplicemente chinarsi in avanti o sollevare un peso leggero possono provocare il cedimento di una vertebra.

Queste fratture possono anche non causare nessun dolore, passando inosservate clinicamente, e scoperte casualmente a controlli radiologici eseguiti per altri motivi.

Le fratture vertebrale può anche essere il risultato di un trauma ad alta energia come ad esempio:

  • incidenti stradali (macchina o moto);
  • cadute dall’alto;
  • incidenti sportivi;
  • altre cause violente (come una ferita da arma da fuoco).

Molte volte queste persone presentano anche altre lesioni traumatiche che necessitano un trattamento immediato.

Anche il midollo spinale può essere lesionato in base al tipo e alla gravità della frattura.

Tipologie di frattura vertebrale

Vi sono diversi tipi di frattura delle vertebre; la loro classificazione si basa sul:

I 3 principali tipi di frattura sono:

  • flessione;
  • estensione;
  • rotazione.

Frattura in flessione

Nella frattura in flessione l’osso subisce una piegatura fino alla rottura.

È una tipologia che interessa maggiormente le ossa lunghe del corpo umano, ma può interessare anche le vertebre; possiamo identificarne altre due ulteriori tipologie di frattura:

  • da compressione;
  • da scoppio.
Frattura da compressione
fratture osteoporosi

La frattura delle vertebre da compressione è quella causata da:

  • osteoporosi, in cui le ossa si indeboliscono progressivamente;
  • tumori alla colonna vertebrale, come in caso di angioma vertebrale.

La vertebra collassa su sé stessa per via di una forza compressiva, mantenendo la parte posteriore intatta: si presenta radiograficamente a forma di cuneo e nella maggior parte dei casi è stabile, senza ripercussioni a livello neurologico, per cui spesso è sufficiente il trattamento conservativo.

In caso di osteoporosi, la frattura si sviluppa gradualmente, per cui inizialmente può essere:

Successivamente, invece, si manifesta un forte mal di schiena o un dolore localizzato.

In tali situazioni anche attività di basso impatto, come starnutire o tossire, o semplicemente chinarsi in avanti o sollevare un peso leggero possono provocare il cedimento di una vertebra.

La frattura da compressione da osteoporosi viene anche chiamata crollo vertebrale.

Frattura da scoppio
frattura vertebre lombari

Le fratture da scoppio sono tipiche delle cadute da grandi altezze con atterraggio sui piedi: sono diverse dalle fratture da compressione in quanto anche la parte posteriore del corpo vertebrale viene danneggiata.

Spesso sono instabili, soprattutto se si verifica l’invasione del canale spinale da parte di piccoli frammenti d’osso: devono, in questo caso, essere trattate chirurgicamente.

Frattura in estensione

La frattura di tipo Chance è caratteristica degli incidenti automobilistici, quando la parte superiore del corpo è spinta in avanti mentre la parte inferiore rimane bloccata dalle cinture di sicurezza.

È una frattura in flessione/distrazione: la vertebra è, infatti, letteralmente strappata, dividendosi in due parti (distrazione) a seguito della flessione e dell’eccessiva estensione della colonna.

Fratture in rotazione

frattura vertebre cervicali

La frattura in rotazione può essere distinta in:

  • frattura dei processi trasversi: è il risultato di una rotazione o flessione laterale ai gradi esterni della colonna. Non influisce generalmente sulla stabilità della colonna e non è particolarmente frequente;
  • fratture da dislocazione: questo tipo di lesione è altamente instabile coinvolgendo sia la componente ossea, sia legamentosa della colonna vertebrale; in tale circostanza una vertebra perde i rapporti normali con quella adiacente (dislocazione). Questo tipo di frattura spesso provoca una lesione del midollo spinale.

I sintomi di una frattura delle vertebre

frattura vertebre sintomi

I sintomi di una frattura delle vertebre sono estremamente variabili, influenzati dalle:

  • modalità di rottura della vertebra stessa;
  • dalla compromissione o meno del midollo spinale.

Una frattura delle vertebre dorsale o lombari, ad esempio, può causare un dolore da moderato a severo che peggiora con il movimento.

Una frattura da compressione secondaria all’osteoporosi inizialmente può essere addirittura asintomatica.

La compromissione del midollo, invece, comporta gravi sintomi, come:

  • una severa disfunzione delle funzioni sfinteriali (anale e urinario);
  • impossibilità completa al movimento degli arti inferiori;
  • parestesia degli arti.

La concomitanza di altre lesioni come traumi cranici o fratture in altri parti dello scheletro o organi possono “mascherare” il dolore dovuto dalla lesione vertebrale; sono eventi frequentemente riscontrati in incidenti motociclistici o di automobili ad alto impatto.

In questi casi va sempre sospettata una frattura vertebrale.

Il trattamento di una frattura delle vertebre

Il trattamento riservato ai traumi spinali dipende dalla:

  • presenza o assenza di altre lesioni;
  • necessità di un trattamento immediato:
  • tipologia di frattura vertebrale.

Una volta che le condizioni generali sono stabilizzate e le lesioni che possono mettere a rischio la vita vengono trattate, il chirurgo vertebrale valuta la necessità o meno di un trattamento della frattura vertebrale.

Trattamento conservativo

busto per frattura vertebre

La maggior parte delle lesioni in flessione, incluse le fratture da scoppio stabili e i crolli vertebrali da osteoporosi possono essere curate con:

  • un busto ortopedico;
  • riposo per almeno 6 settimane.

Controlli radiologici seriali sono necessari per valutare meglio l’evoluzione di tali fratture.

Intervento chirurgico

cifoplastica

La cifoplastica è un intervento mini-invasivo a basso rischio per il trattamento delle fratture vertebrali.

Trova indicazione principalmente nei casi di fratture conseguenti a osteoporosi, ma può essere presa in considerazione per altre condizioni in cui si verifica una rottura del corpo vertebrale.

Generalmente il trattamento risolve il dolore o lo attenua sensibilmente in poche ore, permettendo il rientro a casa del paziente lo stesso giorno della procedura.

Intervento chirurgici più complessi si rendono spesso necessari in presenza di fratture instabili, come quella da scoppio o in estensione/rotazione con dislocazione, con o senza coinvolgimento del midollo spinale.

fusione spinale

L’operazione in questo caso prevede la liberazione e decompressione delle strutture nervose tramite la laminectomia decompressiva, con successiva stabilizzazione dei corpi vertebrali coinvolti, la fusione spinale con barre e viti percutanee).

Oggi le stesse procedure possono essere eseguite mediante approcci meno invasivi che accelerano il processo di guarigione e la ripresa delle normali attività quotidiane in tempi molto celeri.

Il timing appropriato di un trattamento chirurgico di tali condizioni dipende soprattutto dalla presenza o meno di altre lesioni concomitanti, che vengono giudicate più severe per la vita della persona affetta da un trauma ad alta energia.

I tempi di guarigione di una frattura delle vertebre

I tempi di guarigione a seguito di una frattura vertebrale possono essere anche particolarmente lunghi.

Il dolore, tuttavia, può persistere anche a seguito di un trattamento adeguato, mantenendosi anche dopo tanto tempo dall’intervento.

Detto ciò, ogni frattura è diversa, per cui anche i tempi di recupero possono essere particolarmente variabili.

In caso di trattamento conservativo del crollo vertebrale da osteoporosi, ad esempio, la ripresa della normale attività fisica solitamente avviene dopo 45-60 giorni.

Diversi sono, invece, i tempi di guarigione di una frattura instabile, per cui possono essere necessari anche più di sei mesi.

Georgios Bakaloudis

Georgios Bakaloudis

Sono il dr. Georgios Bakaloudis, sono il responsabile dell’Unità di Ortopedia e Chirurgia della Colonna 1 del gruppo Humanitas presso l’ospedale San Pio X a Milano.